Benessere

L’errore che fai quando bevi il tè: ecco perché diventa amaro e sgradevole

Tè non buono
Ecco perché il tuo tè non è buono - (ilnodo.it)

Esperti e studi scientifici spiegano come piccoli accorgimenti nella preparazione possano migliorare aroma e gusto del tè

Preparare una tazza di tè sembra un gesto semplice e quotidiano, ma molti commettono un errore che può compromettere il sapore della bevanda, rendendola amara e poco gradevole. Recenti approfondimenti da parte di esperti del settore, tra cui Angela Pryce, buyer senior per il marchio Whittard, e la chimica Michelle Francl, docente e autrice di studi sulla chimica del tè, spiegano come evitare questo inconveniente e migliorare l’esperienza dell’infusione.

Seguendo questi semplici accorgimenti, come evitare di schiacciare la bustina, rispettare i tempi di infusione e utilizzare acqua di qualità, è possibile trasformare una semplice tazza di tè in un’esperienza gustativa appagante e raffinata, lontana dal retrogusto amaro che spesso delude gli appassionati.

L’errore comune nella preparazione del tè con bustina

Secondo un’indagine di Saga Magazine, il 68% degli inglesi prepara il tè immergendo la bustina direttamente nella tazza, metodo noto come teabag-in-mug. Sebbene questa tecnica sia la più diffusa per comodità e rapidità, nasconde un errore che altera profondamente il gusto finale: schiacciare la bustina dopo l’infusione.

Angela Pryce sottolinea che questa pratica apparentemente innocua rilascia un’eccessiva quantità di acidi tannici, sostanze naturalmente presenti nel tè che conferiscono il tipico gusto astringente. Quando la bustina viene pressata, i tannini si liberano in quantità superiore, causando quel sapore amaro e sgradevole che spesso rovina l’infuso.

I tannini sono composti fenolici presenti in molte piante, responsabili dell’astringenza non solo nel tè ma anche nel caffè, nel vino e nel cioccolato. L’esperta Michelle Francl, professoressa di chimica e autrice del recente volume Steeped: The Chemistry of Tea (2024), spiega che la pressione sulla bustina accelera il rilascio di questi composti, ma non migliora la qualità del tè. In effetti, un’infusione prolungata senza schiacciare la bustina permette di estrarre gradualmente gli aromi, pur rischiando un lieve aumento di tannini, ma con un equilibrio più armonico.

Tè, bevanda

Una buona tazza di tè – (ilnodo.it)

Francl evidenzia inoltre che l’aggiunta precoce del latte può influire negativamente sull’infusione: introdurre il latte prima che il tè sia stato correttamente estratto abbassa la temperatura dell’acqua, compromettendo il rilascio degli aromi e favorendo la cagliatura del latte stesso. Il consiglio è di aggiungere il latte solo dopo aver rimosso la bustina, per preservare il massimo dell’aroma e della morbidezza della bevanda.

Oltre a evitare di schiacciare la bustina e curare l’ordine degli ingredienti, un elemento determinante per la qualità del tè è l’acqua utilizzata per l’infusione. L’acqua dura, ricca di minerali, può alterare il sapore del tè, rendendolo meno gradevole. Al contrario, l’uso di acqua morbida o filtrata è consigliato per ottenere un infuso più equilibrato e aromatico.

Michelle Francl, oltre a essere un’autorità nel campo della chimica computazionale, ha dedicato studi approfonditi ai fattori chimici che influenzano la preparazione del tè, sottolineando l’importanza di una temperatura adeguata e di tempi di infusione calibrati per valorizzare i composti aromatici senza sovraccaricare il tè di tannini.

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