Una lotteria mondiale permette di vincere un quadro dal valore di un milione a 100 euro, sostenendo la ricerca sull’Alzheimer.
Una gouache di Pablo Picasso del 1941, intitolata Tête de femme, del valore stimato di un milione di euro, potrebbe finire nelle mani di chi ha speso appena 100 euro per un biglietto. Non è un’asta né una truffa: è una lotteria mondiale, organizzata per finanziare la ricerca scientifica sull’Alzheimer, giunta ormai alla sua terza edizione. L’ultima volta, a vincere, era stata una signora di Ventimiglia, Claudia Borgogno, che aveva ricevuto il biglietto in regalo da suo figlio per Natale. E chissà che quest’anno non tocchi di nuovo a un italiano.
Un progetto internazionale per l’arte e per la salute
L’iniziativa nasce in Francia ma ha una portata globale. A idearla è stata Péri Cochin, imprenditrice culturale con base a Parigi, che ha convinto partner di alto profilo a unirsi: Christie’s, Picasso Estate, Opera Gallery, Picasso Administration e il PAD (Pavilion of Art & Design). Tutto il ricavato va alla Fondation Recherche Alzheimer, per sostenere progetti scientifici concreti, con particolare attenzione allo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e terapie mirate.

Un progetto internazionale per l’arte e per la salute – ilnodo.it
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Alzheimer colpisce oltre 35 milioni di persone nel mondo, con quasi un milione di casi solo in Italia. L’impatto della malattia va oltre il paziente, tocca le famiglie e stravolge la vita di intere comunità. «C’è bisogno di fondi ingenti per sostenere una ricerca ancora in piena evoluzione», spiega Péri Cochin. E proprio per questo, la scelta di associare arte e scienza non è casuale: un’opera d’arte come motore di cambiamento sociale.
120.000 biglietti sono stati messi in vendita in tutto il mondo. L’estrazione avverrà il 14 aprile 2026 alle ore 18, presso la sede parigina di Christie’s, sotto la supervisione di un ufficiale giudiziario. Chi vincerà, si porterà a casa l’opera originale di Picasso senza alcun costo aggiuntivo. L’autenticità è garantita dagli archivi ufficiali del pittore e dagli enti che curano il suo lascito.
Un’iniziativa che cresce e conquista nuovi Paesi
La formula, tanto semplice quanto potente, ha già raccolto oltre 10 milioni di euro nelle due edizioni precedenti. Nel 2020, la vendita dei biglietti ha permesso di costruire un villaggio artigianale capace oggi di offrire impiego a centinaia di persone. Nel 2021, i fondi sono stati destinati a pozzi e strutture sanitarie in Camerun e Madagascar, migliorando l’accesso all’acqua e alla salute in contesti fragili. Ora il focus si sposta sulla ricerca biomedica, in un ambito dove i finanziamenti pubblici non bastano.
La partecipazione è aperta a tutti i Paesi e ha già coinvolto 123 nazioni. Gli italiani sono tra i più attivi. Non a caso, la vincitrice della seconda edizione era italiana. E non a caso, a presiedere il Comitato Scientifico della Fondation Recherche Alzheimer è Giovanni Frisoni, neurologo italiano, che orienta le strategie di ricerca e garantisce l’impiego trasparente dei fondi.
Chi acquista un biglietto contribuisce a un progetto concreto, con un ritorno potenzialmente storico. Non capita spesso di trasformare 100 euro in un’opera d’arte unica. E neanche di poter dire, un giorno, “ho aiutato la scienza comprando un Picasso”.








