| Perchè portiamo la cravatta?
Sembra che più di altri capi di abbigliamento essa rappresenta arma di sicurezza, simbolo fallico, ma soprattutto specchio fedele di se stessi.
Infatti, una cravatta annodata in un modo piuttosto che in un altro, rivela il nostro umore e il nostro atteggiamento. Si dice, per esempio, che una persona dal nodo grosso ed allentato sia gioviale e di buon cuore, mentre, un uomo dal nodo piccolo e stretto sia egoista, avaro e poco comunicativo.
Per quanto riguarda i disegni e le fantasie, le cravatte caratterizzate da motivi geometrici, come quadri strisce o piccoli disegni potrebbero indicare l'aspirazione all'ordine.
Le strisce sembrano denotare uno sforzo organizzato, il desiderio di seguire una linea, da qui le ben note cravatte "reggimentale" britanniche dalle strisce trasversali.
Le strisce larghe possono rivelare persone di carattere esuberante, mentre quelle sottili possono essere indizio di mente incline alla precisione e alla meticolosità.
In genere più grande è il disegno, maggiore è l'impegno fisico: si potrà scegliere una cravatta con disegni grandi per una gita in macchina, mentre una con disegni piccoli per andare in ufficio.
Più di qualche altro accessorio, dunque, la cravatta è anche un'affermazione del proprio "IO", della propria personalità, poiché è il più chiaramente visibile degli indumenti.
Quindi cambiare la cravatta significa, anche, cambiamenti di stati d'animo e di idea.
Della cravatta si sono occupati anche insigni artisti tra cui PABLO PICASSO, che ne ha dipinto una di blu e che oggi sul mercato ha un preciso valore.
Diverse persone, note e meno note, ancora si sono esercitate a realizzarne diverse e in diversi materiali:
realizzazioni in alluminio, in legno, in plastica e addirittura in certe collezioni è possibile ammirarne alcune fatte di perline, di pietre, di vetro e in tanti altri materiali.
Il papillon è la cravatta principe, il nodo per eccellenza, è, infatti, il primo nodo di cravatta vero e proprio in confronto ai rozzi tentativi della "croatta".
Il motivo della sua popolarità dagli inizi del Settecento ad oggi sta nel fatto che il nodo del papillon è il più semplice da realizzare, è in pratica quello delle stringhe delle scarpe.
Per arrivare al nodo di cravatta che conosciamo oggi, dobbiamo aspettare la seconda metà del 1800, che come per l'origine della cravatta, anch'esso non ha una data ben definita, si sa solo che comparve improvvisamente verso il 1860, senza alcun motivo apparente.
In un primo tempo la cravatta fu una semplice striscia di tessuto che in seguito si trasformò sino a diventare come oggi la conosciamo.
La larghezza e il taglio variano col mutare della moda, ma il risultato è sempre lo stesso: due strisce di tessuto che scendono da un "nodo"fino a lambire la cintura.
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